l'emarginato

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L'informazione che non esclude ma unifica

OBSOLESCENZA PROGRAMMATA E CONSUMISMO

Fonte immagine: Pixabay

L’argomento di oggetto tratta temi molto discussi, ma non sempre il tutto viene esposto nel miglior modo possibile. Non è un segreto che le aziende per andare avanti si avvalgono di alcune pratiche, però ora più che mai è bene prendere atto della reale portata di tutto ciò al fine di poterci difendere nel miglior modo possibile.

Cos’è l’obsolescenza programmata?

L’obsolescenza programmata è quel processo che porta un determinato bene ad avere una vita programmata, e quindi obsoleta dopo un po’ di tempo. Ora più che mai tale pratica ha a che fare con moltissimi oggetti, però per capire bene il contesto contemporaneo c’è bisogno di fare un percorso storico che va indietro fino agli anni 30 del 900. Qui l’azienda chimica DuPont riuscì a creare le calze in nylon, un materiale resistentissimo. Fin qui nulla di male voi direte, però per gli affari della stessa azienda significò guai seri: le calze erano così resistenti che non si rompevano mai, quindi sebbene all’inizio andarono a ruba, la domanda crollò moltissimo nel breve periodo. Per ovviare a questo problema diversi esperti lavorarono per trovare una soluzione riuscendo infine a trovarla: indebolire il tessuto in modo tale da avere una vita più breve. Come ampiamente pronosticato gli affari andarono meglio e il tutto avvenne proprio grazie a questa pratica.

ascesa del consumismo come lo conosciamo ora

Col passare degli anni, sempre più ditte iniziarono a programmare la durata di ciò che producevano, e quindi il fenomeno si espanse a macchia d’olio già negli anni 50, tanto è vero che nel film “Morte di un commesso viaggiatore”, Friedrich March recita le seguenti parole:

“Per una volta vorrei possedere qualcosa interamente prima che si rompa. Faccio sempre a gara con lo sfasciacarrozze, finisco di pagare l’auto ed è già agli ultimi colpi! Il frigorifero consuma le cinghie come un dannato maniaco! Queste cose le programmano: quando hai finito di pagarle sono già consumate!” (fonte wikipedia italia)

Se negli anni 50 l’obsolescenza programmata era un fenomeno in rapida espansione, ora più che mai il tutto ha assunto dei connotati molto preoccupanti. Ci sono intere discariche dedicate al deposito dei rifiuti elettronici e tutto questo la dice lunga sullo stile comportamentale delle aziende e dei consumatori; inoltre non possiamo non far presente il problema ambientale poiché la stragrande maggioranza (se non tutti) di ciò che viene buttato non è biodegradabile (e quindi facilmente scomponibile). Ci sono norme nazionali e internazionali volte ad arginare il problema, però appare chiaro che ci sia molta strada da fare.

Per approfondire la questione possiamo vedere questo documentario di “History Channel“.

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Immagine in evidenza presa da “Pixabay”.

Marco Galletti

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