l'emarginato

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L'informazione che non esclude ma unifica

IL SURREALITY DEL PD

Fonte immagine: blog.iodonna.it

Questo termine fu coniato dal famosissimo comico Maurizio Crozza in uno sketch televisivo quando fece presente la realtà surreale di un reality tutto nostrano dove (mia intepretazione) si pensa molto a chi si vuole escludere politicamente piuttosto che usare queste energie per tracciare una linea politica ben precisa. L’annuncio di Matteo Renzi è solamente l’ultimo di un tassello di scissioni che caratterizzano la natura parzialmente disunita del centro-sinistra. Cerchiamo di scoprire meglio le dinamiche che hanno portato a tutto questo.

Matteo renzi lascia definitivamente il pd

Prima o poi sarebbe dovuto accadere. Il carismatico personaggio politico ha fatto i conti e ha convenuto che era meglio andare altrove, magari con la speranza di fondare un partito dove possa occupare una posizione di rilievo, quella stessa posizione che si è vista sfumare ormai da diverso tempo. L’annuncio che ha scritto sulla sua pagina Facebook lascia poco spazio ad equivoci, ecco le sue parole:

Ho deciso di lasciare il Pd e di costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso. Dopo sette anni di fuoco amico penso si debba prendere atto che i nostri valori, le nostre idee, i nostri sogni non possono essere tutti i giorni oggetto di litigi interni. La vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non basta. Adesso si tratta di costruire una Casa giovane, innovativa, femminista, dove si lancino idee e proposte per l’Italia e per la nostra Europa. C’è uno spazio enorme per una politica diversa. Per una politica viva, fatta di passioni e di partecipazione. Questo spazio attende solo il nostro impegno.
Lascio le polemiche e le dietrologie a chi sta nei palazzi. Io sorrido a tutti e auguro buon ritorno a chi adesso rientrerà nel Pd. E in bocca al lupo a chi vi resterà.
Per me c’è una strada nuova da percorrere. Lo faremo zaino in spalla, passo dopo passo.
La politica richiede proposte e coraggio, non solo giochi di corrente. Noi ci siamo. Offriamo il nostro entusiasmo a chi ci darà una mano. Offriamo il nostro rispetto a chi ci criticherà. Ma offriremo soprattutto idee e sogni per l’Italia di domani.
Ci vediamo alla Leopolda.”

Il caso renzi non è isolato

Sebbene l’uscita di scena di Renzi dal PD abbia suscitato (anche comprensibilmente) molto stupore, va detto che la natura del noto partito è sempre stata interessata da forze centrifughe che hanno portato diversi membri (anche noti) ad uscire dai circuiti della sinistra mainstream. Un caso su tutti è la fondazione del partito “Liberi e Uguali” che ha sancito la nascita di una forza politica molto più di sinistra rispetto al Partito Democratico. Il surreality sta proprio in tutte le dinamiche che hanno portato a tutto ciò; se poi mettiamo in conto i cambi molto frequenti dei segretari negli ultimi 6 anni, beh le cose appaiono abbastanza complesse. Per completare il quadro va detto che dentro il PD ci sono moltissime correnti ideologiche che si sposano di più con un politico piuttosto che con un altro e molto spesso non sono mancati gesti di dissensi marcati all’interno delle realtà politica del centro-sinistra. In tutto questo, senza fare ulteriori considerazioni che ci possono portare fuori tema, è bene prendere atto di tutto ciò al fine di capire che a volte un partito, per quanto coeso possa sembrare, visto più da vicino si possono notare dinamiche molto interessanti che meritano di essere studiate al fine di capire tutte le fattispecie dell’agire politico.

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Immagine in evidenza preso dal sito “Blog.iodonna.it”

Marco Galletti

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