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BUONISMO E RAZZISMO: DUE MALI DI CUI PRENDERE ATTO

Buonismo e razzismo

Entrambi i termini fanno rima tra di loro, e in questo possiamo affermare che non sia solo una coincidenza. I 2 concetti fanno perno sulla generalizzazione (data da un processo di stigmatizzazione) che a lungo andare possono dare una visione distorta della società. Cerchiamo di capire meglio di cosa stiamo parlando.

Razzismo

Il razzismo è un termine che postula la supremazia di una comunità (chiamata erroneamente razza) verso un’altra (o più). Qui possiamo vedere la realizzazione perfetta del processo di stigmatizzazione di Ervin Goffman: ovvero un iter caratterizzato da più fasi che porta un determinato individuo a determinare in primis dei difetti fisici per poi associarli a difetti comportamentali. Questo processo si conclude con la fase di etichettatura che porta a razionalizzare banalmente la visione di tutte le persone che sono viste come avversari (o non degni di far parte della società). Il razzismo è una corrente molto antica, difatti la banalizzazione del processo di generalizzazione è sempre stato uno strumento per gratificare la propria immagine (e quella dei propri simili) facendo il minimo sforzo intellettuale, e quindi tutto questo non si può che rivelare un modo sbagliato di vedere le persone che riteniamo diverse da noi.

Il buonismo

Tale termine ha un origine molto più recente rispetto al razzismo; ciononostante non possiamo non sottolineare (anche qui) la natura banale del processo che porta una “persona buonista” a vedere la società. In genere la persona che adotta una visione delle cose che fa perno sul buonismo, si macchia a grandi linee dello stesso processo di generalizzazione e banalizzazione riscontrabile col fenomeno del razzismo. In genere il buonista vede determinate persone con qualità che non ha appurato se siano vere o meno. Il motivo di tutto questo lo si può trovare nella definizione stessa di buonista: ovvero una persona che ostenta platealmente i propri sentimenti benevoli verso gli altri. Da tutto questo ne consegue che il buonismo può compromettere diverse valutazioni oggettive: come perdonare sempre una persona che si comporta male con noi, come potrebbe anche essere dell’idea che una cosa o persona straniera sia sempre piena di qualità (in questo caso parliamo più specificatamente del fascino dell’esotico). Fin qui ci chiederemo dove sia l’elemento di stigmatizzazione, ebbene, ora ne prenderemo atto: la persona che è incline all’essere buonista, manifesta molto spesso comportamenti compiacenti e atteggiamenti di una pietà di natura distorta. Molte persone adottano la pratica dell’ostentazione dei propri sentimenti benevoli per 2 ragioni:

  1. Sentirsi bene nel cuore e nella mente (d’altronde pensare di essere buoni ci fa stare bene)
  2. Non farsi etichettare come una persone ottusa

Purtroppo in tutto questo bisogna aggiungere una conseguenza abbastanza spiacevole: la persona che viene compiaciuta, lo è perchè viene vista in parte come un soggetto debole e non in grado di difendersi da solo/a, quindi la componente buonista potrebbe ledere molto la dignità di una persona poiché la fa apparire non autonoma (e non matura).

Sforzarsi di capire come stanno veramente le cose

Appare abbastanza chiaro che i 2 concetti che abbiamo espresso rappresentano i poli più estremi del vedere ciò che ci circonda; quindi non possiamo non constatare la natura sbagliata di questi comportamenti. Ogni cosa o persona deve essere valutata attentamente grazie a un reale percorso intellettivo che (a conti fatti) dovrebbe farci vedere le cose molto più in chiaro. Purtroppo la banalizzazione e la generalizzazione sono caratteristiche endemiche dell’essere umano, ciononostante ora come non mai, abbiamo gli strumenti necessari (come maggior accesso al mondo dell’informazione) per farci un’idea critica e reale delle cose. La società di oggi deve piantare le proprie radici (e la propria essenza) in analisi concrete e oggettive e non in concetti sterili e pieni di postulati che limitano la visione delle cose.

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Immagine principale presa da “www.2righe.com”.

Marco Galletti

1 Comment
  • Paolo Falco
    says:

    Interessante analisi, buonismo e razzismo. Direi due facce di una stessa medaglia, di una società svuotata da valori ( sembra retorica qualunquista, ma è il cardine del problema), da rispetto per gli altri e da crisi

    dell’Istituzione nel senso più altro del termine. Una società dove sembra, perché così non è, che uno vale uno, dove il Ministro, uno qualsiasi, fa finta, perché fa finta di essere uno di noi, dove manca l’empatia e soprattutto la voglia di calarsi nei problemi per arrivare ad una risoluzione
    ( perché spesso e troppo cozza con interessi e successo elettorale), una società dicevo che rincorre la “crescita”, verso dove? Manca dell’elemento essenziale, una scissione del successo personale dai risultati globali, manca di una idea o meglio della voglia di combattere e lottare per le idee e non più per le persone.

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