l'emarginato

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L'informazione che non esclude ma unifica

LA VERA EMARGINAZIONE SOCIALE SI VERIFICA CON L’ALIENAZIONE DA Sé STESSI

Fonte immagine: Pixabay

Il fenomeno dell’emarginazione sociale ha molti aspetti e molte cause. Cerchiamo di sviscerare il tutto per arrivare al nocciolo della questione: il rapporto che abbiamo con noi stessi e con l’ambiente circostante e cerchiamo di applicare il tutto anche al contesto nazionale.

una società che non è società

Un sottotitolo un po’ forte, eppure con gli accorgimenti dovuti possiamo capire la portata di tutto il fenomeno. L’emarginazione (o esclusione sociale) è un fenomeno che porta uno o più individui a non vivere in maniera corretta nella società civile. I motivi possono essere molteplici: possiamo partire da cause economiche come la povertà, ma possiamo anche spostarci al mal funzionamento dell’ascensore sociale (fenomeno molto presente in Italia). Però forse è bene prendere in esame anche un altro aspetto: vale a dire il diverso, o meglio, la percezione del diverso agli occhi degli altri. Avere una personalità introversa piuttosto che estroversa non ci semplifica la vita, ma in molte realtà il tutto diventa ancora più complicato. Molto spesso parliamo del nostro paese partendo dal presupposto di nazione, e quindi popolo tutto sommato unito; ciononostante va detto che diverse volte mi viene da pensare che le cose non siano così semplici. Il nostro paese è pieno di luoghi comuni, uno su tutti la distinzione tra Nord e Sud. Così potrebbe sembrare semplicistico, e forse lo è a primo impatto, però se pensiamo che questa distinzione viene anche applicata quando prendiamo in esame 2 paesi limitrofi che si guardano con un atteggiamento diffidente, beh, capiamo che c’è molto da lavorare ed è bene far presente che anche tutto questo può portare a divisione sociale.

La mia paura

Nel mondo di oggi siamo bombardati da un incessante flusso di informazioni, quelle stesse informazioni che più volte vengono distorte o storpiate. Molto spesso al bar possiamo sentire tizio/a che dice una cosa, però se verifichiamo il tutto capiremo che ciò che ha detto non corrisponde esattamente al vero. Di casi come questi possiamo farne tantissimi, però ci basta anche il più banale e comune degli esempi per renderci conto della piega che sta prendendo il tutto. Molto spesso ci sono battaglie tra persone che con arroganza affermano una cosa piuttosto che un’altra. Magari a primo impatto tutto questo potrebbe non richiamare la nostra attenzione, però se analizzassimo le parole piuttosto che chi le pronuncia, capiremo che molte volte stiamo assistendo a uno scontro tra persone incoscienti di ciò che dicono, persone che sono convinte di aver ragione quando in realtà non stanno dicendo nulla di esatto (o quasi nulla). Qualora questa cosa dovesse diventare un’abitudine, le persone interessate potrebbero entrare in una spirale fatta di ignoranza e di occasioni perse (soprattutto per stare zitte ed ascoltare). Ecco la mia paura: l’alienazione da sé stessi, ovvero quel pilota automatico che ci fa pensare di vivere correttamente la vita quando in realtà la stiamo semplicemente subendo. Forse è inutile dirlo, ma voglio fare un tentativo. Pensiamo se quasi tutti vivessimo questa cosa, cosa potrebbe accadere a quelle persone che (invece) vanno veramente per la propria strada? Probabilmente potremmo pensare che queste persone vengano escluse dalla società. Ebbene io non sono d’accordo. Io penso che accada esattamente l’opposto poiché ad essere escluse sono esattamente quelli che perdono l’occasione di imparare dall’ambiente circostante, quindi coloro che si estraniano.

Cosa fare?

Ci sono più risposte a queste domande, però voglio prendere in esame quella più significativa: ovvero l’istituzione di una sorta di scuola dove chi sa istruisce cosicché anche gli altri non vengono lasciati indietro. Qualora tutto questo dovesse accadere, entrambe le parti avrebbero dei vantaggi. Chi insegna imparerà come insegnare mentre invece chi ascolta imparerà come ascoltare; in altre parole il nostro paese potrà fare affidamento su tutti e ognuno/a potrà fare affidamento sull’altro/a. Questa è l’Italia che sogno.

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Immagine in evidenza presa da “Pixabay”.

Marco Galletti.

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