l'emarginato

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L'informazione che non esclude ma unifica

UN AUSPICIO PER LA SCUOLA DEL DOMANI

Fonte immagine: Pixabay

Tra le tante sfide del governo giallo-rosso, una delle più importanti è rappresentata dal sistema scolastico vigente. Cerchiamo di capire meglio di cosa stiamo parlando.

La scuola nel contesto attuale

Non è un segreto che il sistema scolastico italiano sia oggetto di critiche, comunque sia è bene sviscerare il tutto per capire cosa c’è che non va realmente nelle scuole superiori. Anche se nel nostro paese ci sono tantissimi centri scolastici eterogenei, c’è una cosa che li accomuna tutti: il taglio delle spese per le risorse di potenziamento e miglioramento del servizio erogato. La situazione italiana è alquanto preoccupante. In primis moltissime scuole sono state costruite nell’epoca precedente all’impiego del cemento armato. Come se non bastasse va detto che in molti casi, le opere di ristrutturazione sono minate e compromesse dagli obblighi di bilancio economici. Il calcolo del fabbisogno di ogni impianto si dimostra molto lacunoso e tutto questo non può non dar da pensare. Venendo ad altro possiamo notare che moltissimi genitori lamentano l’altissimo costo dei libri, quegli stessi libri che vengono cambiati molto spesso per incontrare le esigenze degli insegnanti.

scuola e lavoro

La riforma della buona scuola (promulgata durante il governo Renzi) è stata decantata come un successo, eppure ci sono stati casi di studenti che hanno protestato molto animatamente, soprattutto per l’alternanza scuola-lavoro: un progetto dove la teoria fa spazio alla pratica per coniugare lo studio e l’inserimento nel mondo lavorativo. Molte volte gli studenti hanno manifestato che i loro stage sono stati contrassegnati da mansioni alquanto strane e anche fuori luogo con ciò che hanno studiato a scuola. Va fatto presente che d’altro canto anche gli stessi docenti non hanno evitato di manifestare il loro disappunto sulla cosa pubblica scolastica e sulle loro condizioni lavorative (cosa che è stata lamentata anche prima dell’entrata in vigore della riforma citata).

La scuola non è un’azienda

Bisogna capire che la scuola, per quanti obblighi debba rispettare, non è un’impresa che deve mantenere il bilancio positivo, dopotutto può capitare che ci siano delle spese impreviste. Come se non bastasse va fatto presente che il mondo dell’istruzione è stato sempre visto (anche adesso) come una sorta di capro espiatorio dove si può sacrificarne una parte per reperire fondi che servono per altre politiche pubbliche. Alla luce di tutto questo dobbiamo prendere in considerazione l’idea che la scuola non deve essere oggetto di analisi miope e ciniche dove si fanno ogni anno valutazioni su cosa si produce e cosa si spende. Il patrimonio intellettuale e intellettivo degli studenti è sacro e non può essere inteso come oggetto di speculazioni politiche, finanziarie ed economiche.

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Immagine in evidenza presa da “Pixabay”.

Marco Galletti

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