l'emarginato

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L'informazione che non esclude ma unifica

CHIUSA UNA PORTA SI APRE UN PORTONE

Fonte immagine: Ansa

Ora come non mai c’è bisogno di tracciare un punto dove i litigi e le critiche poco costruttive lasciano il posto al dialogo proficuo al fine di far ripartire il nostro paese. In questo articolo cercheremo di spiegare le grandi sfide che il nuovo governo dovrà assolutamente affrontare.

Basta chiacchierare senza dire niente

Il nostro paese è famoso per questa pratica. Solitamente si parla senza dire niente (o poco), e comprensibilmente il prezzo da pagare è l’assoluto immobilismo che assoggetta l’Italia stessa. Negli ultimi anni siamo stati bombardati da video acchiappa views, post accattivanti e polemiche inutili e sterili. La domanda che ci possiamo porre è per quanto tempo possiamo permettercelo.

Una curiosità da tener presente

L’Italia del 2019 sta pagando il prezzo di politiche a dir poco mal concepite e scarsamente programmate. Il nuovo governo potrebbe (in un modo o nell’altro) cambiare il trend. Appare molto curioso una peculiarità di grande rilevanza: da una parte abbiamo un partito che nonostante i propri paradigmi, ha grossa difficoltà ad avvicinarsi e coinvolgere il popolo, dall’altra invece abbiamo un movimento che sebbene abbia manifestato diversi limiti, non ha grossi problemi nel coinvolgere una buona fetta dell’elettorato. Tutto questo potrebbe far sperare che entrambe le forze politiche siano perfettamente complementari l’una con l’altra, quindi entrambe possono specializzarsi nel fare la loro parte al fine di adottare delle politiche pubbliche di tutto rispetto.

riaccendere il motore per far camminare il nostro paese

Eccoci alla parte clou dell’articolo. Ora come non mai c’è bisogno di dar manforte all’attività imprenditoriale che si trova a pagare un’ammontare a dir poco elevatissima di tasse e imposte (in rapporto a quanto è concesso agli stessi imprenditori); in questo caso è bene trovare un punto di equilibrio che permetta a tutti di pagare una somma giusta senza incentivare la pratica dell’evasione fiscale (che ogni anno ci costa più di 100 miliardi di euro). Un altro punto è rappresentato dall’arginare il problema dell’economia sommersa (si stima che ogni anno sfuggano dalle tasche statali tra i 300-400 miliardi di euro); in questo caso si potrebbe ridurre l’iva al fine di non appesantire eccessivamente il prezzo del bene o del servizio erogato. Tutto questo naturalmente potrebbe non solo far ripartire l’economia in sé, anzi, si potrebbe ridurre sensibilmente il debito pubblico. Altre azioni da intraprendere sono: lo snellimento della burocrazia, la lotta alla disparità salariale tra genere femminile e maschile, riduzione della disparità tra nord e sud, la promozione della tutela ambientale (tema importante quanto sottovalutato), maggiori investimenti verso la sanità e la pubblica istruzione, la lotta alla criminalità organizzata ecc.

Insomma, ci sono molte cose da affrontare e rischi di fallimento sono piuttosto alti, però è bene sperare che il tutto possa migliorare, però per fare tutto ciò c’è bisogno che il popolo faccia presente all’élite politica che i problemi della nazione sono problemi anche dello Stato, quindi ora più che mai è bene mettere da parte ciò che è successo prima per poter ripartire nel migliore dei modi.

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Immagine in evidenza presa da “www.ansa.it”

Marco Galletti

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