l'emarginato

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L'informazione che non esclude ma unifica

i disagi di chi abita nei piccoli centri urbani

Fonte immagine: Pixabay

Se l’immagine che gran parte delle persone hanno dei piccoli paesini è un clima di assoluta tranquillità e armonia, beh, è necessario sapere che molte volte non è affatto così. Ci sono molte realtà (anche se fortunatamente non tutte) che rientrano in una marcata condizione di trascuratezza. Tutto questo lascia incontrovertibilmente gli abitanti in una condizione (più o meno percepita) di disagio. In questo articolo ci focalizzeremo sulle situazioni più preoccupanti.

Non c’è quasi nulla (o proprio nulla)

Partiamo dall’ aspetto delle attività commerciali. Se abitate in un centro abitato di sì e no 1000 abitanti, non vi sarà difficile notare che esistono solamente 1 o 2 bar; infatti, non è un segreto che in questo caso ci sono 2 strade percorribili (dalle persone quando si tratta del proprio tempo libero):

  1. Le persone passano gran parte del proprio tempo libero nei bar, magari con la consapevolezza che per far passare la noia è necessario bere una buona dose di alcolici.
  2. I residenti scelgono di andare altrove, magari spostandosi in riviera (o in centri urbani più grandi dove ci sono più attività da fare).

Per continuare la trattazione di questo macro-tema, non possiamo non citare che alcuni servizi come bancomat, poste, trasporti e illuminazione (e anche attività commerciali come supermercati) non sempre sono presenti nel nostro piccolo borgo. Fin qui non sembrerebbe nulla di catastrofico, però c’è da considerare che alcuni di questi piccoli paesi fanno da comune anche a città più grandi. Preso atto di tutto questo è bene prendere coscienza del fatto che non sia proprio il massimo vedere un cattivo grado di distribuzione delle infrastrutture e delle attività commerciali (dove il paesino che fa da comune non ha niente mentre il paese più nuovo e più grande ha molto di più). Pensandoci bene, si potrebbe pensare che la cosa migliore sia distribuire equamente tutte le strutture in base ai criteri comunali e demografici ( senza lasciare nessun centro abitato indietro). Avendo constatato ciò, non possiamo non ricordarci dello step dove si fa presente che le persone lasciano per molte ore il proprio paesino (magari per fare compere, commissioni o semplicemente per altro). Tutto questo potrebbe sembrare un po’ eccessivo, però, provando ad andare nelle piazze dei centri abitati (presi in considerazione da questo articolo), possiamo notare che il nostro piccolo habitat (se vogliamo chiamarlo così) è praticamente deserto (e tutto questo proprio per il motivo citato in precedenza).

Un museo che odora di arcaico e non ha nulla da mostrare

Sono ben conscio che quanto scritto prima non unisca tutti i tasselli che mettono in piedi il quadro (che si sta cercando di illustrare); quindi è necessario andare oltre e completare tutta la descrizione. Abitare nei piccoli centri urbani porta vantaggi come calma e aria più respirabile, però il fatto è che c’è solo questo. Per fare un esempio: io abito in un piccolissimo paesino che si trova nelle Marche, e in tutto questo devo constatare che l’immagine che suscita il borgo in cui abito, è quella di un museo a cielo aperto mai realizzato che mostra solamente strade male asfaltate, case abbandonate e mal ridotte e scarsa cura dello spazio circostante. Quello che mi dà da pensare in tutto questo, è dato dal fatto che moltissime di queste realtà (compreso il mio paese) hanno in realtà moltissimo da offrire; però c’è bisogno di un processo volto a migliorare e salvaguardare il patrimonio locale. Non è un segreto che l’ Italia affonda le sue radici architettoniche nei borghi medievali (e di altre epoche), quindi è bene prenderne atto e fare qualcosa.

Un problema enorme

Sappiamo tutti che di paesi così l’ Italia ne è piena, quindi appare chiaro che il quadro urbanistico del nostro paese si divide pressappoco in 2 categorie ben distinte:

  1. Le città con un’elevata popolazione che dispone di tutte (o quasi) le infrastrutture e attività commerciali numerose ed eterogenee
  2. I piccoli paesi che praticamente non hanno nulla (o quasi nulla)

Oltre ai 2 universi paralleli che compongono il panorama urbanistico-demografico italiano, è bene anche parlare del fatto che: tutto questo comporta anche una scarsa attività del turismo nei paesi che non hanno nulla da mostrare; infatti, tutto questo sembrerebbe provare la teoria secondo cui, i paesini esistono solamente per chi ci vive (poiché nessun’altro ci mette piede e sa che esistono). Per dare manforte a tutto quello che abbiamo detto, è bene citare la grande emigrazione da parte di decine (se non centinaia) di migliaia di giovani verso le grandi città (con conseguente spopolamento e desertificazione dei loro paesi d’origine).

L’ immaginario collettivo dei paesini

Ci sono diverse correnti di pensiero che riguardano l’ immagine dei paesini in condizione di marcato disagio, ciononostante è bene prendere in considerazione i 2 poli più estremi tra loro: ci sono persone che vedono tutto questo come un problema da affrontare dando manforte a queste realtà (perché vengono considerate come parte del patrimonio da salvaguardare e proteggere). D’altro canto ci sono (invece) altre persone che considerano l’aiuto economico e logistico come uno spreco, poiché i paesi isolati e in stato di abbandono sono solamente un peso per quella parte dell’ Italia che vuole progredire.

2 criteri da soddisfare per bilanciare il tutto

Per far fronte a questo problema è necessario realizzare almeno 2 condizioni:

  1. I cittadini coinvolti devono prendere coscienza del loro disagio e manifestarlo. In questo caso è bene anche la formazioni di associazioni volte a promuovere ciò che il proprio territorio ha da offrire
  2. Lo Stato deve fare una riforma per pianificare un piano di investimenti che possa ridurre la disparità tra l’ Italia che conta e quella arcaica e abbandonata. Il motivo di tutto ciò è che in realtà ci sono paesi che nonostante siano trascurati, hanno ancora molto da offrire, e quindi c’è bisogno di valorizzarli.

Si spera che in futuro le cose miglioreranno. Non possiamo permetterci che tutti i piccoli centri abitati diventino il deserto assoluto. L’ Italia conta 60 milioni di abitanti, e una buona fetta proviene proprio da queste piccole realtà (di cui abbiamo fatto menzione in questo articolo), quindi è bene prendere in considerazione il problema in modo tale da non lasciare nessuno/a indietro.

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Fonte immagine: Pixabay

Marco Galletti

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